nicola pontini presidente del consiglio ipaf

Verso quale mercato stiamo andando?

di Nicola Pontini – Presidente del Consiglio Italiano IPAF

A un anno dalla mia nomina di Presidente INIC, desidero sottolineare l’impegno costante che IPAF dedica alle tematiche di sicurezza e miglioramento nel sollevamento aereo.

Partecipando alle riunioni internazionali IPAF, ho avuto l’opportunità di constatare quanto il nostro Paese sia diverso dagli altri e come il confronto con mercati più maturi o in fase di sviluppo offra spunti molto interessanti.

Ciò mi porta a riflettere: il settore del sollevamento aereo italiano può essere considerato maturo o ancora in una fase di sviluppo embrionale?

Nonostante le sfide legate al periodo del Covid, il nostro mercato ha mostrato una resilienza superiore rispetto ad altri Paesi, forse grazie a una maggiore frammentazione dei clienti.

Se il sollevamento aereo italiano sta effettivamente maturando, come ci stiamo avvicinando a tale maturità?

Nel corso del 2023, si è osservata una crescente pressione competitiva caratterizzata dall’intensificarsi della “guerra dei prezzi”.

Il contesto potrebbe portare a una produzione con costi inferiori, è perciò fondamentale valutare attentamente le possibili implicazioni di questa competizione sulla qualità e sul servizio offerto.

L’ipotesi di ridurre il valore per mantenere la competitività potrebbe tradursi nel rischio di svalutare il prodotto, trasformandolo in una merce scontata.

Questo aprirebbe una prospettiva in cui anche la figura del “venditore” tradizionale sarebbe meno rilevante, dando spazio a strategie di vendita digitali o all’impiego di intelligenza artificiale, orientate esclusivamente verso il minor prezzo.

È essenziale ponderare attentamente gli impatti di questo approccio sulla formazione e, di conseguenza, sulla sicurezza sul lavoro. Occorre riflettere approfonditamente circa la direzione che intendiamo intraprendere per il nostro mercato.

Personalmente, ritengo che tale scenario non debba rappresentare l’unico futuro possibile.

Certamente, sarà compito dei costruttori innovare e introdurre nuove tecnologie, facendo attenzione a non essere banalmente copiati dai competitor più spregiudicati.

Credo ancora nell’importanza di un’azienda formata da persone, con consulenze commerciali che aggiungono valore e soluzioni al prezzo di acquisto; che offrono il giusto ritorno sugli investimenti durante l’intero ciclo di vita.

La domanda cruciale è: ci stiamo dirigendo verso un mercato più simile a quello degli Stati Uniti, protetto da azioni di “dumping”, o rimarremo un mercato libero caratterizzato da una concorrenza leale e proattiva che favorisce la crescita del settore e, parallelamente, la sicurezza sul lavoro?

Il 2024 sarà un anno estremamente importante per capire la direzione in cui stiamo andando, se verso una consacrazione dell’importanza del mercato italiano in Europa o verso un contesto concentrato esclusivamente sulla riduzione dei prezzi e dei margini, diventando così meno attraente per tutti.