davide palazzani nascita della piattaforma ragno

La piattaforma a quattro zampe

di Pier Angelo Cantù

È una domenica mattina del 1984, Davide Palazzani si trova con un caro amico sul lago di Costanza. I due decidono di visitare la piccola fiera in corso a Friedrichshafen, città tedesca ubicata sulla sponda settentrionale del lago.

Tra le varie macchine agricole presenti, la loro attenzione viene catturata da una con quattro “zampe”, trainata da un trattore che tramite un albero cardanico trasmette il moto a una pompa idraulica che, a sua volta, aziona i martinetti per alzare e abbassare un braccio, con un piccolo cesto per l’operatore all’estremità. Si tratta del cosiddetto “trail” primordiale. Il giorno successivo, Davide e il suo amico rientrano in Italia e incontrano due dei loro progettisti, ai quali fanno una relazione dettagliata di quanto hanno visto in fiera, aggiungendo le impressioni personali.

Ne scaturisce una disamina a cui parteciparono, oltre a Davide Palazzani e ai progettisti, anche il direttore commerciale dell’omonima azienda e il responsabile della produzione. Durante l’incontro si decide di realizzare un prototipo di piattaforma che rispettasse le seguenti peculiarità: leggerezza, agilità di piazzamento con quattro stabilizzatori autonomi, doppia motorizzazione con propulsore a scoppio per l’esterno ed elettrico a basso consumo per l’interno, carro sottostante su ruote, braccio telescopico e navicella in tubolare.

A macchina quasi completata, nel 1986, un anziano ed esperto rivenditore di Palazzani Industrie proveniente da Ehingen, città della Germania, effettua una visita in azienda, prova il mezzo e si entusiasma ancora più di loro. Dopo due settimane, ritorna a Brescia, chiede una piccola modifica e afferma che il primo esemplare, quando sarà ultimato e verificato dall’ente notificato, sarebbe stato ritirato da lui. Addirittura, gli fa conoscere un tecnico tedesco del T.U.V. che da allora ha seguito l’azienda effettuando le omologazioni di tutti i modelli prodotti fino al 2014.

piattaforma ragno palazzani

La nascita della prima piattaforma ragno

Per inciso, quella macchina la cui sigla era TSP 28, fu consegnata al Parlamento di Düsseldorf, che così diventa il primo cliente delle piattaforme aeree “ragno” Palazzani. Un prodotto versatile. In quegli anni, all’interno del panorama europeo esistevano solo tre costruttori di Boom (piattaforme gommate semoventi) e pochi produttori di Scissor (forbici) e di Truck Mounted (autocarrate). Fu questo il momento e il contesto in cui fa il suo ingresso nel mercato, prima italiano e poi europeo, questo nuovo prodotto: il Ragno.

I primissimi due modelli sono stati il TSP 28 – 28 metri di altezza di lavoro – e il TSP 22/24 – 22/24 metri, caratterizzati da attrezzatura e funzionamento completamente idraulico. Il modello TSP 22/24, inoltre, raggiungeva l’altezza superiore mediante una semplice prolunga meccanica. Nel 1989, al primo Saie di Bologna, sono stati presentati ufficialmente i due Ragni. I curiosi furono moltissimi, ma i potenziali clienti rimanevano abbastanza perplessi. Volevano provare le macchine, ma non tutti ne comprendevano la potenzialità.

L’anno successivo, con la presentazione dei due modelli in versione anche cingolata, avvenne la prima vera consacrazione del Ragno. In effetti, il cingolo in gomma al posto degli pneumatici rende la macchina poliedrica e maggiormente versatile perché adatta a qualsiasi tipo di terreno e pendenza.

ragno palazzani piattaforma aerea

La svolta

Gli utilizzatori di Ragni in Italia e nel mondo hanno compreso che il prodotto Ragno, all’interno del segmento del sollevamento di persone, permetteva loro di operare in estrema sicurezza anche in particolari luoghi ove i mezzi tradizionali non potevano arrivare; ad esempio, in spazi angusti, come i centri storici, i monumenti di pregio, gli aeroporti, eccetera. In sostanza, la piattaforma aerea Ragno era adatta a lavorare in luoghi dove serviva un veicolo con carico al suolo ridotto e dove era necessario raggiungere altezze ambiziose e avere a disposizione sbracci notevoli.

L’evoluzione di questo segmento di prodotto, che ha ormai attirato l’investimento di molte altre aziende costruttrici di PLE, è giunta a presentare al mercato una notevole offerta che spazia dalle diverse geometrie dei bracci di sollevamento – telescopici e articolati – al carro, che può essere cingolato o gommato, alle dimensioni che permettono altezze di lavoro tra i 10 e i 60 metri.

Tutti i costruttori sono impegnati nell’adozione di dispositivi tecnologici in grado di rendere più performante il Ragno, come il sistema CanBus, i comandi servoassistiti, l’elettronica per ottimizzare i movimenti e l’adozione di strumenti digitalizzati che permettono all’operatore di avere una visione completa dello stato di efficienza del mezzo e, nelle versioni più sofisticate, di permettere al service un servizio di intervento da remoto. Palazzani Industrie si è da subito impegnata a rispettare l’ambiente e a supportare il tema della sostenibilità. Infatti, ha prodotto ormai 14 anni fa i suoi primi Ragni Eco, con funzionamento completamente elettrico. Al Bauma 2010 venne esposto il Ragno TSJ 27/C Eco.

La sostenibilità ESG è stata rapidamente introdotta nell’azienda bresciana pioniere dei Ragni sia come “forma mentis” sia come applicazione pratica: installazione di pannelli fotovoltaici sugli immobili degli stabilimenti, completamento del progetto di ibridazione ed elettrificazione di tutte le piattaforme (progetto che a oggi è stato ultimato) e adozione di motori diesel di ultima generazione adatti anche all’uso di carburante biologico HVO in grado di ridurre le emissioni di CO2 dal 60 al 90% rispetto al diesel fossile.

L’ufficio tecnico dell’azienda è stato potenziato per rimanere sempre al passo con le evoluzioni tecnologiche e per proporre alla clientela prodotti di elevata performance, affidabilità e sicurezza. Palazzani è ancora qui, tra i leader che guidano l’evoluzione della piattaforma aerea “a quattro zampe”.