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La formazione degli operatori di PLE secondo IPAF

di Maurizio Potrich

Sono passati poco più di dieci anni dall’ Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 riguardante “l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli
operatori, nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione, in attuazione dell’articolo 73, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche e integrazioni”.

Se facciamo una valutazione riguardo ai risultati ottenuti dall’entrata in vigore dell’accordo, guardando il settore delle PLE, gli effetti positivi si possono osservare nell’uso quotidiano di queste attrezzature. Un indicatore visivo molto semplice da osservare è, ad esempio, l’uso delle imbracature dei lavoratori all’interno delle piattaforme di lavoro. Se prima era raro vederle indossate ora è molto
raro vedere qualcuno in quota all’interno del cestello senza imbracatura e caschetto
. L’indicatore più efficace, tuttavia, riguarda il numero degli infortuni che, purtroppo, accadono ancora numerosi nell’utilizzo delle piattaforme di lavoro elevabili.

In attesa della pubblicazione della revisione dell’accordo Stato Regioni riguardanti l’abilitazione degli operatori (i cui lavori sono in corso da tempo e che dovrebbe concludersi nel giro di pochi mesi), il comitato formazione di IPAF del quale faccio parte, sta lavorando al modulo teorico del corso al fine di renderlo ancor più efficace e stimolante per i partecipanti.

Contenuti e metodologie

Fin dalla sua fondazione, IPAF ha creduto nella formazione degli operatori come fondamentale e basilare elemento per l’utilizzo in sicurezza delle PLE e ha investito tempo e risorse nella creazione di corsi specifici e nello sviluppo di Centri di formazione appositamente autorizzati, definendo i contenuti e i requisiti dei Centri e degli istruttori.

IPAF ha costantemente sviluppato e aggiornato i contenuti dei propri corsi tenendo sempre in grande considerazione l’analisi degli incidenti che accadono nell’uso delle PLE. I corsi IPAF sono stati via via adeguati alle modalità e agli strumenti che si andavano evolvendo nel tempo, passando ad esempio dall’utilizzo della lavagna luminosa a fogli mobili, alle presentazioni in PowerPoint fino all’utilizzo delle animazioni esplicative nella modalità e-learning.

Il corso progettato da IPAF ha sempre mantenuto un perfetto equilibrio didattico tra i contenuti del modulo teorico, propedeutico al modulo pratico e le esercitazioni pratiche con l’utilizzo di varie tipologie di macchina. Le macchine nel modulo pratico sono suddivise in 4 diverse categorie (2 PLE con stabilizzatori e 2 PLE che possono operare senza stabilizzatori) per rendere le esercitazioni
più specifiche riguardo alle macchine utilizzate dai partecipanti al corso.

L’esperienza acquisita in anni di attività nell’ambito della formazione ha permesso ad IPAF di soddisfare pienamente i requisiti definiti dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 fin dalla sua entrata in vigore, andando anche oltre ai requisiti minimi definiti dall’accordo stesso, in particolar modo per quanto riguarda la parte pratica modulando e ampliando la durata del corso in considerazione delle tipologie di macchine utilizzate.

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Il progetto di revisione

Per queste motivazioni la carta PAL è riconosciuta in tutto il mondo dagli enti di controllo sull’applicazione delle normative di salute e sicurezza e consente anche agli operatori formati in Italia, che abbiano superato i test per una o più delle 4 categorie definite da IPAF, di lavorare in ogni cantiere internazionale.

Proprio la diffusione planetaria ha permesso ad IPAF di affrontare un progetto particolarmente importante nell’ambito della formazione per la completa revisione e aggiornamento del modulo
teorico
, migliorandolo nei contenuti e nelle metodologie didattiche. Questo progetto, molto ambizioso, è nato da suggerimenti e proposte di miglioramento espressi dai partecipanti al seminario di aggiornamento professionale effettuato in Inghilterra e in altri paesi e dal feedback di
più di cento formatori.

Considerato che il corso per operatori IPAF è il punto di riferimento per la formazione sulle PLE a livello globale è stato composto un Comitato Tecnico internazionale coinvolgendo 22 formatori e tecnici esperti del settore in rappresentanza di 9 Paesi europei e 8 extraeuropei in cui è presente IPAF, con l’aggiunta di 3 consulenti e 6 persone del team IPAF.

All’interno del Comitato tecnico sono stato coinvolto io stesso e ho avuto l’opportunità di fornire il
mio contribuito e condividere la mia lunga esperienza. Coordinatore e capo del progetto è Paul Roddis, Training manager, con i collaboratori Diego Bustamante e Martin Wraith di IPAF.

Obiettivi e struttura del nuovo corso

Il primo obiettivo è quello di soddisfare i requisiti della norma ISO 18878 che tratta la formazione degli operatori di PLE e tenere in considerazione i requisiti definiti dagli organismi competenti dei vari paesi dove il corso verrà distribuito. Base di partenza sono i dati del portale degli incidenti, per garantire che tutti i rischi legati all’utilizzo delle PLE siano adeguatamente affrontati.

In fase progettuale è stata definita una nuova struttura con parti dedicate alle singole tipologie di macchine in modo tale che il corso possa essere modulato in base alle PLE utilizzate dai partecipanti. I singoli moduli possono quindi essere utilizzati complementarmente. Riporto, sintetizzando i contenuti, i vari moduli che costituiscono la struttura del corso.

L’introduzione è un breve video su PLE e sulle sue applicazioni, su IPAF e sulla sicurezza delle PLE.
La sezione su salute e sicurezza è un modulo specifico, in modo che possa essere effettuato in e-learning o in aula prima del corso per operatore PLE. Il suo completamento è comunque indispensabile per conseguire l’abilitazione da parte dell’operatore. La sezione riguardante le categorie delle PLE è una semplice introduzione alle macchine, per individuarne le tipologie e categorie ed è propedeutica alle sezioni che riguardano le categorie specifiche.

La separazione in moduli che riguardano categorie specifiche consente ai candidati di conoscere solo l’attrezzatura su cui vengono formati, dedicando più tempo rispetto al corso precedente ai dettagli di tale attrezzatura. In particolare, la categoria 1B (PLE a braccio con stabilizzatori) richiede molte più informazioni, ma chi non utilizza una 1B non necessita o non desidera ottenere queste
informazioni.

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Le informazioni della banca dati incidenti

Per quanto riguarda l’analisi e valutazione dei rischi più ricorrenti nell’utilizzo delle PLE, sono stati analizzati i dati sugli incidenti e vengono fornite ai potenziali operatori le migliori prassi per prevenire questi incidenti. Le misure di prevenzione degli incidenti riguardano le informazioni
sull’uso sicuro e comprendono tutti gli aspetti da considerare: le condizioni del terreno, lo spostamento e il posizionamento, gli ostacoli a terra e in quota nel luogo di lavoro, le condizioni ambientali, il controllo dell’integrità della piattaforma, l’ingresso nella cesta, le modalità di utilizzo in sicurezza, eccetera.

La sezione contiene anche la descrizione dei DPI specifici da utilizzare con le PLE: caschi, imbracature, cordino di trattenuta e relative modalità di utilizzo inclusi i punti di aggancio in piattaforma. Il modulo teorico si conclude con il nuovo test di teoria, a seguito della revisione e aggiornamento delle domande rispetto al test attualmente in uso, ed è un’opportunità per migliorare l’esame stesso.

Il corso teorico comprende vari filmati e animazioni che consentono il coinvolgimento dei partecipanti in modo interattivo sotto la guida dell’istruttore. Per ottenere il massimo risultato tecnico, la produzione del corso è stata affidata ad un’azienda leader nella produzione di corsi multimediali. Sponge è un’azienda inglese specializzata in corsi digitali multimediali di fama mondiale, con la missione di rendere l’apprendimento indimenticabile.

Lo sviluppo ha visto una completa attività di interazione tra il Comitato tecnico e gli sviluppatori di Sponge, nell’ambito di un progetto distribuito nel tempo e strutturato sui singoli moduli che venivano via via completati, condivisi, verificati e approvati fino al completamento dell’intero corso.

Posso dire che il lavoro del Comitato tecnico, al quale sono onorato di aver partecipato, è stato
veramente coinvolgente e impegnativo in quanto il corso è stato completamente rivisitato
e, rispetto al precedente e già per sé ottimo, rappresenta un salto di qualità notevole, in particolar modo nella grafica superiore qualitativamente ed estremamente accattivante.

La massima efficacia del nuovo Corso IPAF

In conclusione, nel nuovo Corso per operatori IPAF il formatore ha un ruolo tutt’altro che secondario. I filmati e le animazioni di cui il modulo è ricco diventano un supporto formidabile per il formatore stesso che ha l’opportunità e il dovere di mettere in campo tutte le sue doti di coinvolgimento del gruppo dei partecipanti e condividendo le proprie esperienze e competenze, arricchendo il corso stesso di contenuti durante l’erogazione.

Ricordiamo che la formazione IPAF ha come scopo quello di rendere consapevoli gli operatori di tutti i rischi che si corrono utilizzando una PLE; quindi, l’aspetto esperienziale in aula e nella prova pratica è determinante.

Applicando le più moderne metodologie “attive” e linguaggi multimediali che coinvolgono i partecipanti, in perfetta interazione con il formatore, favorendo un’attenzione costante, migliorando l’apprendimento, il corso garantisce all’operatore di ottenere una consapevolezza e una capacità di analisi e valutazione dei rischi senza pari al mondo. Unita alle esercitazioni pratiche che completano il corso, integrate dalla familiarizzazione con la PLE che si andrà a utilizzare nell’attività quotidiana, la nuova formazione IPAF raggiunge l’obiettivo di consentire ai partecipanti formati di operare in tutta sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il completamento del progetto, presumibilmente nella prima metà del 2024, darà luogo alla versione e-learning che potrà essere usufruita da chi lo desidera. Il corso in e-learning di IPAF offre un’esperienza di apprendimento online e fornisce la stessa formazione teorica di alta qualità che può essere fruita in aula.

La durata del corso è di quattro ore, coprendo i requisiti dell’Accordo Stato-Regioni e può essere conseguita e portata a termine su una vasta gamma di dispositivi, sempre e ovunque seguendo semplici istruzioni. L’e-learning non sostituisce comunque la formazione pratica, che dev’essere effettuata presso un Centro di formazione approvato IPAF, dopo aver superato un test teorico in presenza.

Nel caso di modifiche ai contenuti o alla durata del corso di abilitazione per operatore a seguito dell’aggiornamento dell’Accordo Stato-Regioni e Provincie autonome di Trento e Bolzano, il corso terrà in considerazione le eventuali novità introdotte.

Altre novità

Una novità importante introdotta quest’anno è la possibilità offerta agli operatori di PLE che hanno ottenuto l’abilitazione con altri soggetti formatori, di partecipare a Corsi di aggiornamento IPAF. Partecipando a un Corso di aggiornamento presso un Centro di formazione autorizzato IPAF entro la scadenza dell’a bilitazione, l’operatore ha la possibilità di conseguire l’attestato e la Carta PAL riconosciuti come rinnovo del patentino e attivare l’utilissima applicazione per smartphone E-PAL.

Un altro corso attualmente in revisione è quello riguardante l’uso delle imbracature nelle PLE, suddiviso nella parte teorica e parte pratica; anche tale corso prevedrà una versione e-learning. Anche in questo caso, se l’operatore effettua il corso in e-learning potrà completare la parte pratica in occasione del corso per operatore.